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EBOOK - epub

La salute è un diritto di genere
Protezione:
Social DRM
€ 8,99
Dettagli
FORMATO | epub |
EDITORE | People |
EAN | 9791259792334 |
ANNO PUBBLICAZIONE | 2023 |
CATEGORIA |
Scienze sociali |
LINGUA | ita |
Dispositivi supportati
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Descrizione
Se la salute è un diritto umano, l’accesso alle cure dovrebbe essere paritario e democratico. Eppure, ancora oggi, non è così. Di certo non lo è per le donne e le persone AFAB. Da qui parte il saggio di Alessandra Vescio, per capire come e perché il genere e l’intersezione tra le identità condizionino scienza, medicina e accesso alle cure. Dalla difficoltà a credere al dolore delle donne allo stigma delle mestruazioni, dalla violenza ostetrica fino alla patologizzazione della menopausa e all’odio culturale verso le donne grasse, il volume è strutturato come un viaggio nella salute delle donne e delle persone AFAB, attraverso dati ed excursus storici, testimonianze dirette e interviste a persone esperte. Con un focus sulla medicina occidentale e un’attenzione particolare all’Italia, l’autrice indaga le origini di questo gap di genere, domandandosi se esistano modi per colmarlo, finalmente, e ritrovare fiducia nella scienza e nella medicina.
«Risorse, interventi concreti, impegno, formazione: sono queste le parole chiave venute fuori dalle mie conversazioni con le tante esperte con cui ho parlato per capire come colmare il gap di genere, e tutte sono già fortemente impegnate per metterle in atto, per trasformare le intenzioni in fatti concreti. Non possiamo però pensare che il cambiamento debba riguardare solo l’ambito medico e sanitario: a cambiare, piuttosto, deve essere la società intera. È tutto il sistema che va messo in discussione, per poterne immaginare uno nuovo.»
«Risorse, interventi concreti, impegno, formazione: sono queste le parole chiave venute fuori dalle mie conversazioni con le tante esperte con cui ho parlato per capire come colmare il gap di genere, e tutte sono già fortemente impegnate per metterle in atto, per trasformare le intenzioni in fatti concreti. Non possiamo però pensare che il cambiamento debba riguardare solo l’ambito medico e sanitario: a cambiare, piuttosto, deve essere la società intera. È tutto il sistema che va messo in discussione, per poterne immaginare uno nuovo.»