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Il Portogallo, oggi. La paura di esistere
€ 14,00
Dettagli
FORMATO | Brossura |
EDITORE | Meltemi |
TRADUTTORI | A. Ragusa |
EAN | 9791256152377 |
ANNO PUBBLICAZIONE | 2025 |
CATEGORIA |
Filosofia Antropologia |
COLLANA / SERIE | Pensiero atlantico |
LINGUA | ita |
Descrizione
Il passaggio dalla pre-modernità rurale alla modernità avviene in Portogallo senza quella fase intermedia di industrializzazione - con tutto il suo carico di organizzazione e attivazione della società - che altri Paesi europei hanno vissuto a partire dall'immediato dopoguerra. La modernità arriva insomma in Portogallo già come post-modernità: la cifra che accomuna la transizione è infatti quella di una mancanza di spazio pubblico, che, ridotto o annullato durante la dittatura salazarista, appare completamente colonizzato dai media post-moderni. José Gil non cita Pier Paolo Pasolini, nonostante la sua diagnosi sia analoga a quella con cui, negli Scritti corsari, quest'ultimo ritrae la società italiana a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Come l'Italia rurale diventa preda del consumismo e vede lo spazio pubblico colonizzato dal potere dei nuovi media, così la società portoghese, ancora alle prese con la costituzione di un modello sociale post-dittatoriale, si apre, ancor più che ai modelli politici occidentali, all'omologazione consumistica. Anche per Gil, come per Pasolini, i nuovi modelli economico-politici sono forse più totalitari di quelli precedenti, in quanto pretendono che non siano concepibili altre ideologie se non quella del consumo. Con una prefazione di Gianfranco Ferraro.