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Dialogo sopra l'inutilità della cultura - Librerie.coop

Dialogo sopra l'inutilità della cultura

€ 26,50
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Youcanprint
EAN 9791222790992
ANNO PUBBLICAZIONE 2025
CATEGORIA Antropologia
LINGUA ita

Descrizione

Che cos'è la cultura? Che ruolo svolge nella società umana? Possiamo vivere senza di essa? La cultura è verità e menzogna? Dopo alcuni anni di studi sul libro classico ho capito che il mondo della ricerca è fatto di roccaforti culturali che si scambiano conoscenza attraverso rigidi trattati diplomatici. La pagina tipografica è un ring spietato ricco di regole da cui non si scappa. Attraverso le mie letture sulla storia del libro e della cultura del mondo ho appena scalfito la superficie delle ere; mi sono accorto che più imparo e meno sento di sapere e ciò mi lascia perplesso. Questo libro, a metà tra un saggio storico e un viaggio poetico-filosofico vuole essere il tentativo di mettere in gioco la nostra idea di libro come oggetto utile e dilettevole. Come se i libri, oltre alla conoscenza, fossero in grado di trasmettere anche l'ignoranza: una ignoranza utile al mondo e alla nostra esistenza, forse. Quanto sappiamo infatti delle scelte di vita che prendiamo, e quanto della nostra pura volontà c'è in esse? Un libro è come uno scatolone pieno di cianfrusaglie per lo più inutili, impilato in una soffitta, dentro un magazzino o in qualche garage e cantina del mondo. Soltanto a un pazzo verrebbe in mente di aprire ogni giorno degli scatoloni di roba vecchia per gustarsi il loro contenuto dal sapore vissuto. E soltanto un editore folle e spietato o un professore consunto nella sua retorica potrebbe aspettarsi che i libri si comprino per leggerli. I libri sono scatole che contengono conoscenza che è possibile apprendere solo da chi ha la giusta chiave interpretativa. I libri si comprano per riempire le librerie ed è faticoso comprendere e fare proprie più di cento pagine di qualcosa in un anno, poiché il miglior modo per trasmettere la conoscenza non è la scrittura ma la trasmissione orale. I libri sono bare di cartone e pelle in cui vengono sepolte le parole in attesa che qualche curioso, in un futuro indefinito, possa prendere un piede di porco per aprirle e cercare di capirne il contenuto. Talvolta basta vedere le cose sotto una diversa luce o angolazione per scoperchiare la tomba della realtà. Siamo tutti vittime del nostro tempo ed è difficile per noi fuggire dai rintocchi degli orologi come dai battiti del nostro cuore. Sentiamo l'angoscia del divenire ed è frustrante vivere; per questo preferiamo muoverci a spirale come una falena verso la luce e sbattiamo storditi le ali inutilmente. I nostri arti si logorano, la vista si annebbia e l'istinto diventa fioco col passare dei decenni. Abbiamo inventato la cultura, ogni etnia ne ha una, per ingannare la natura arcigna e migliorare i rapporti tra gli uomini. La nostra civiltà industriale ha squartato la cultura riducendola in mille brandelli e questo libro è il suo feretro e il suo sacrario in cui giace un corpo maciullato, digerito e vomitato dentro l'urna.