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Descrizione
Si fa presto a dire «vampiro», cancellando le differenze tra i personaggi che per secoli hanno popolato i nostri incubi. Donde la scelta, in questo volume, di optare per una personale versione di un genere letterario capace di intrecciare narrazione e spiegazione: una storia naturale, dunque, che ripercorra le principali figure dell'immaginario notturno dell'Europa centrorientale. Non un semplice dizionario infernale ma una vera e propria caccia vampirica, che, partendo dal tardo autunno del 1731, quando emersero le prime inquietanti notizie, segua il morire e il riaffacciarsi a vita della natura e dello spirito, conducendo alla primavera del 1755, allorché si intervenne per porre fine all'ondata di panico. Dal buio alla luce, dal freddo nelle ossa al tepore sulla pelle: l'affondo sulle singole tipologie di presenze occulte è chiave per ricostruire, con taglio storico-critico, alcuni momenti dell'evoluzione del nostro modo di pensare e di essere. Per modellare, cioè, una storia epistemologica, la quale, piuttosto che interrogarsi su enti che oggi saremmo indotti a considerare reali, si sviluppi intorno a creature ormai rubricate come fantastiche. Questo volume è quindi, paradossalmente, scritto intorno al nulla: la storia di oggetti inesistenti e di ciò che essi rivelano di noi. Sebbene, per citare H. P. Lovecraft, «non esista una netta distinzione tra il reale e l'irreale, e [...] tutte le cose devono la loro apparenza soltanto ai fallaci mezzi mentali e psichici di cui l'individuo è dotato, attraverso i quali prende coscienza del mondo».