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EBOOK - epub

Descrizione
1986. Una ragazza, un ragazzo, una cagnetta che ha il nome della prima lanciata nello spazio: è la notte del 6 gennaio e la loro bambina sta per nascere. Intorno a questo evento si raccoglie una folla domestica. Nonni che scrivono acrostici, nonne che hanno il compito di scegliere nomi: sono loro le sentinelle che sorvegliano, scandiscono i minuti, sanno tutto da prima, da sempre. Futura nasce, Laika si ammala. C'è sempre qualcosa che finisce, per qualcos'altro che inizia? 1996. È la notte dell'Epifania, la bambina ha dieci anni, è una piccola nuotatrice con tutto il futuro davanti e tanto coraggio nelle gambe. Il regalo che sta per aprire non è un dono qualunque. È un regalo che respira. Sporco, malato, scheletrico - un cucciolo di cane che forse non supererà la notte. La bambina chiude gli occhi, mentre sua madre pensa a tutte le cose che cominciano mentre altre finiscono.
2011. Di nuovo una ragazza, un ragazzo, un cane. Di nuovo la notte dell'Epifania e ancora un'attesa. I ragazzi si sono appena scambiati un po' di passato, stanno per cominciare qualcosa, mentre qualcos'altro intorno si spegne, e per sempre. Ma forse può, deve andare solo così: come gennaio, che inizia dalla fine, dove dicembre e un vecchio anno lasciano il passo al nuovo. Al suo esordio narrativo, Michela Monferrini compone un libro lieve e intensissimo. Con la libertà e la naturalezza proprie delle generazioni più giovani, dà vita a un racconto che è veloce ed essenziale come una canzone e insieme è animato da una profonda ricerca di senso, dal continuo scavo sotto la superficie dell'esistenza per raggiungerne il messaggio più autentico. Una voce delicata e originale, saldamente ancorata al reale eppure percorsa da una vena di sogno, in un equilibrio pieno di grazia.
2011. Di nuovo una ragazza, un ragazzo, un cane. Di nuovo la notte dell'Epifania e ancora un'attesa. I ragazzi si sono appena scambiati un po' di passato, stanno per cominciare qualcosa, mentre qualcos'altro intorno si spegne, e per sempre. Ma forse può, deve andare solo così: come gennaio, che inizia dalla fine, dove dicembre e un vecchio anno lasciano il passo al nuovo. Al suo esordio narrativo, Michela Monferrini compone un libro lieve e intensissimo. Con la libertà e la naturalezza proprie delle generazioni più giovani, dà vita a un racconto che è veloce ed essenziale come una canzone e insieme è animato da una profonda ricerca di senso, dal continuo scavo sotto la superficie dell'esistenza per raggiungerne il messaggio più autentico. Una voce delicata e originale, saldamente ancorata al reale eppure percorsa da una vena di sogno, in un equilibrio pieno di grazia.