Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.

King Tyrannos. Pensiero greco e tirannide nell'Inghilterra rinascimentale
€ 30,00
Dettagli
FORMATO | Brossura |
EDITORE | Edizioni ETS |
EAN | 9788846769909 |
ANNO PUBBLICAZIONE | 2025 |
CATEGORIA |
Filosofia Attualità e politica Critica e storia della letteratura |
COLLANA / SERIE | Skenè texts and studies. Texts |
LINGUA | ita |
Descrizione
"It's Greek to me": così Casca commenta la scelta di Cicerone, nello shakespeariano Julius Caesar, di utilizzare la lingua greca. per nascondere un commento (forse negativo) sul padrone di Roma. Quest'atteggiamento di Cicerone è rivelatore dello spazio particolare occupato dalla lingua e dalla letteratura greca all'interno della cultura politica elisabettiana. In quanto conoscenza accessibile soltanto alla colta élite educata secondo il modello umanista, la letteratura greca poteva prestarsi a fornire ad autori che volessero criticare la corona senza apertamente ribellarsi uno schermo dietro cui esprimere la propria critica. L'erudizione nasconde la critica, e i personaggi/ testi greci così rielaborati e rivisti diventano veicolo di messaggi politici eterodossi, suscettibili di sospetto e censura se fossero stati espressi apertamente. "King tyrannos" racconta questo uso politico del pensiero greco attraverso l'analisi di tre testi (o gruppi di testi) nella storia dell'Inghilterra rinascimentale, fra la crisi della rottura con Roma sotto Enrico VIII e l'ascesa di Giacomo I Stuart. Il dialogo di sir Thomas Elyot su Platone e Dionisio, le opere teatrali di Thomas Preston, Richard Edwards e John Puckering, e l'anonima traduzione inglese dello Ierone sono qui riportate all'interno del contesto storico dell'epoca Tudor e Stuart, e la loro riscrittura degli originali greci collegata allo sviluppo del dibattito su cosa costituisca un cattivo sovrano e su come debba reagire il popolo. Il libro mostra come l'uso di un soggetto greco serva agli autori per criticare la corona attraverso il ricorso a un immaginario condiviso, e come questo cambi a seguito dell'evoluzione della cultura politica inglese.