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Design senza scarti
€ 22,00
Dettagli
FORMATO | Brossura |
EDITORE | Listlab |
EAN | 9788832080964 |
ANNO PUBBLICAZIONE | 2024 |
CATEGORIA |
Design e moda Architettura e urbanistica Tecnologia e Ingegneria Matematica |
COLLANA / SERIE | Design experience |
LINGUA | ita |
Descrizione
L'interconnessione tra design e questioni ambientali è stata a lungo ignorata e il design concepito come la tensione creativa tra estetica e funzione, facendo sì che nel suo rapporto con l'industria questo fosse chiamato ad intervenire solo nelle fasi finali del progetto, assumendo una funzione "cosmetica". In tale prospettiva, la materia, le risorse e i processi sono visti come elementi alquanto marginali per i designer, nonostante la loro attività si sviluppi proprio a partire da essi. Come risultato di tale approccio, si sono susseguiti decenni di crisi ambientale e climatica che hanno dato origine ad un nuovo capitolo della storia del design e una nuova generazione di designer. Negli ultimi anni, stiamo infatti assistendo ad uno spostamento di attenzione dai prodotti ai processi nella consapevolezza che il prodotto finale, la sua forma e le sue caratteristiche, non siano altro che il risultato del processo produttivo. Il design quindi cessa di essere un esercizio di stile, stabilendo una rinnovata relazione con risorse, materiali e processi che si fonda sulla comprensione della natura transitoria della materia, e sull'adattamento alla dimensione temporale dell'ecosistema planetario e alla ciclicità dei suoi processi metabolici. Il principio fondamentale che orienta l'attività del designer è quindi quello di comprendere ed adeguarsi al funzionamento del mondo naturale di cui siamo parte, implementando processi circolari tramite cui stabilire una relazione simbiotica tra i sistemi socio-economici e quelli ambientali. Eliminare l'idea di scarto in base alla legge naturale "scarto uguale cibo" (Braungart & McDonough, 2002), vuol dire assicurarsi che i materiali che usiamo non rappresentino qualcosa di problematico di cui dover disporre alla fine del loro ciclo vita, ma possano essere invece restituiti direttamente all'ecosistema come nuova risorsa.